lunedì 13 febbraio 2017

FC United of Manchester vs SV Austria Salzburg ovvero l'amichevole contro il calcio moderno

Sabato 4 febbraio è andata in scena quella che possiamo definire a tutti gli effetti un'amichevole internazionale contro il calcio moderno. Stiamo parlando della sfida tra FC United of Manchester e l'SV Austria Salzburg. Una partita organizzata per raccogliere fondi necessari a concludere la stagione senza troppi affanni per entrambe le compagini del calcio popolare che versano in un momento economico non facilissimo. Del resto in un mondo del calcio sempre più fatto di sponsor, pay tv e business si sa quanto sia difficile portare avanti un progetto che invece metta al centro lo sport in quanto fattore aggregativo, sociale ed identitario per un'intera comunità. E così le due squadre fondate entrambe nel 2005 hanno deciso di organizzare questa partita a seguito dell'appello lanciato dai tifosi della squadra inglese che, al di là di ogni più rosea previsione, ha valicato i confini britannici arrivando fino in Austria. 

L'FC of Manchester, fondato nel 2015 dopo che la famiglia Glazer acquisto il Manchester United e che nel giro di pochi anni è giunta fino alla Conference North, è stata la prima società ad azionariato popolare a dotarsi nel 2015 di uno stadio di proprietà, una spesa totale di 6 milioni di sterline che ancora oggi la società sta pagando. Se infatti metà della cifrà è stata raccimolata grazie ad una campagna di azionariato popolare associata ad una di fundraising per l’altra metà la società è ricorsa ad un prestito che ancora deve estinguere e che sta creando più di un grattacapo soprattutto dopo la precoce eliminazione dalla FA Cup, competizione dalla quale la società - così come lo scorso anno - contava di recuperare i soldi necessari al saldo del prestito. 

Una problematica quella legata allo stadio e alle relative spese che ha coinvolto anche la squadra austriaca del SV Austria Salzburg, nata sempre nel 2005 per volere dei tifosi, dopo che la Red Bull aveva acquistato e stravolto - cancellando 72 anni di tradizione - la squadra di Salisburgo. Anche per la compagine austriaca in pochi anni arrivano tanti successi calcistici che la portano a disputare nel 2015/2016 addirittura l'Austrian Football First League (campionato di seconda divisione locale) dove però cominciano i primi problemi economici legati all'adeguamento dello stadio agli standard della categoria. Sommersa dalle spese e dai debiti i creditori inoltrano nel 2015 l'istanza di fallimento, con la successiva firma di un concordato con annessa rimodulazione del debito la società e i suoi tifosi sono riusciti a salvare il club costretto però, a causa della forte penalizzazione, a ripartire dall'Austrian Regional League West.

Proprio avendo sperimentato sulla propria pelle le difficoltà - soprattutto economiche - legate alla sostenibilità di simili progetti, basati solo e unicamente sull'amore e sulla passione nei confronti di questo sport e di ciò che esso rappresenta e che si oppone alla deriva del calcio moderno legata agli enormi interessi economici che girano intorno a questo sport provenienti dagli sponsor, dal merchandising e dai proventi delle televisioni a pagamento, la società e i tifosi del SV Austria Salzburg hanno voluto rendersi promotori di questa bellissima iniziativa.

Se volete sapere come è finita la partita guardatevi questa breve sintesi
 

martedì 7 febbraio 2017

Tifosi del Borussia Dortmund contro l'RB Leipzig

I risultati che stanno ottenendo non ci fanno cambiare idea. Loro sono nati in Austria, si sono estesi in Germania. Non abbiamo mai detto che non possano giocare in Bundesliga perché giocano male a calcio. Noi contestiamo il fatto che siano costruiti a tavolino per fare pubblicità. Col calcio non c’entrano nulla“. Queste sono le dichiarazioni di alcuni dei capi della curva del Borussia Dortmund rilasciate in vista dell'incontro con il Lipsia.

Sabato scorso, infatti, è andato in scena il big match della Bundesliga tra Borussia Dortmund e RB Leipzig (Lipsia) squadra che è balzata agli onori della cronaca non soltanto per il suo ottimo rendimento sportivo ma anche - e forse soprattutto - perché rappresenta quel nuovo modo di intendere il calcio dove profitto e merchandising vengono prima di ogni altro valore sportivo e di comunità che genera questo sport. La squadra di Lipsia, infatti, è diventata nel giro di qualche anno il fiore all'occhiello degli investimenti della multinazionale "Red Bull" in ambito calcistico (dopo la Red Bull Salisburgo in Austria, la Red Bull Brasil FC in Brasile e la New York Red Bull negli States). Una strategia molto simile a quella del City Football Club che prevede la creazione di club direttamente con il proprio marchio cambiando nome (da SSV Markranstädt a RB Leipzig), logo (inserendo i tori simbolo della multinazionale austriaca) e colori sociali per rimandare in tutto e per tutto alla famosa bevanda energy drink da loro prodotta, rompendo ogni tipo di legame con la comunità locale e quella che era la vecchia squadra. Un modo di intendere e gestire una squadra di calcio che in Germania come altrove trova e - speriamo continuerà a trovare - molta opposizione. Non a caso quest'anno tantissime tifoserie si sono rifiutate di assistere ai match contro il Leipzig e non è quasi mai mancata la contestazione. L'ultima in ordine cronologica è quella di sabato scorso quando la muraglia giallo-nera dei tifosi del Borussia Dortmund ha esposto una serie impressionante di striscioni per ribadire ancora una volta che il calcio è uno sport popolare e che business e profitti sono qualcosa di diverso dall'idea che sta alla base del calcio. Un'avversione per la squadra di Lipsia e per i suoi dirigenti che siamo sicuri continuerà...