martedì 7 febbraio 2017

Tifosi del Borussia Dortmund contro l'RB Leipzig

I risultati che stanno ottenendo non ci fanno cambiare idea. Loro sono nati in Austria, si sono estesi in Germania. Non abbiamo mai detto che non possano giocare in Bundesliga perché giocano male a calcio. Noi contestiamo il fatto che siano costruiti a tavolino per fare pubblicità. Col calcio non c’entrano nulla“. Queste sono le dichiarazioni di alcuni dei capi della curva del Borussia Dortmund rilasciate in vista dell'incontro con il Lipsia.

Sabato scorso, infatti, è andato in scena il big match della Bundesliga tra Borussia Dortmund e RB Leipzig (Lipsia) squadra che è balzata agli onori della cronaca non soltanto per il suo ottimo rendimento sportivo ma anche - e forse soprattutto - perché rappresenta quel nuovo modo di intendere il calcio dove profitto e merchandising vengono prima di ogni altro valore sportivo e di comunità che genera questo sport. La squadra di Lipsia, infatti, è diventata nel giro di qualche anno il fiore all'occhiello degli investimenti della multinazionale "Red Bull" in ambito calcistico (dopo la Red Bull Salisburgo in Austria, la Red Bull Brasil FC in Brasile e la New York Red Bull negli States). Una strategia molto simile a quella del City Football Club che prevede la creazione di club direttamente con il proprio marchio cambiando nome (da SSV Markranstädt a RB Leipzig), logo (inserendo i tori simbolo della multinazionale austriaca) e colori sociali per rimandare in tutto e per tutto alla famosa bevanda energy drink da loro prodotta, rompendo ogni tipo di legame con la comunità locale e quella che era la vecchia squadra. Un modo di intendere e gestire una squadra di calcio che in Germania come altrove trova e - speriamo continuerà a trovare - molta opposizione. Non a caso quest'anno tantissime tifoserie si sono rifiutate di assistere ai match contro il Leipzig e non è quasi mai mancata la contestazione. L'ultima in ordine cronologica è quella di sabato scorso quando la muraglia giallo-nera dei tifosi del Borussia Dortmund ha esposto una serie impressionante di striscioni per ribadire ancora una volta che il calcio è uno sport popolare e che business e profitti sono qualcosa di diverso dall'idea che sta alla base del calcio. Un'avversione per la squadra di Lipsia e per i suoi dirigenti che siamo sicuri continuerà...


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