lunedì 4 novembre 2013

Alcune frange della curva nord della lazio "omaggiano" Manolis e Yorgos, militanti d'Alba Dorata uccisi il 1 novembre

Il tramonto rosso, l’alba dorata: Manolis e Yorgos presenti”, così recitano i vergognosi striscioni che hanno esposto ieri – durante l’undicesima giornata di serie A - i tifosi della Lazio. La Curva Nord dell’Olimpico non si smentisce mai! Durante l’incontro col Genoa, i tifosi biancocelesti hanno voluto “omaggiare” Manolis Kapellonis e Yorgos Fundulis, i due giovani militanti del partito neonazista greco Alba Dorata uccisi il primo novembre ad Atene. Viene considerata una vera e propria esecuzione quella che ha colpito i due neonazisti mentre erano fuori la sede del loro partito nel quartiere di Neo Eraklio, soprattutto poiché è stata subito collegata all’uccisione del rapper antifascista Pavlos Fyssas, avvenuta qualche settimana prima (consigliamo qui un buon articolo che spiega meglio l’accaduto, sollevando dei leciti dubbi sulla situazione).
Fatto sta che ancora una volta la Curva Nord dell’Olimpico non ha perso occasione per rimarcare la propria vicinanza ed, in alcuni casi appartenenza, agli ambienti dell'estrema destra. E non è un caso neanche che abbiano utilizzato un incontro di calcio per far arrivare il loro messaggio di solidarietà. E' sempre più lampante, infatti, il tentativo – da parte di alcune frange di tifosi - di “sfruttare” quelli che oramai sono a tutti gli effetti dei veri e propri eventi mediatici a livello internazionale per provare a far passare dei messaggi e veicolare contenuti; messaggi e contenuti che – nel caso specifico - non possiamo proprio condividere! Quella al fascismo e a ciò che ne deriva è una battaglia che, infatti, va portata avanti quotidianamente da un punto di vista culturale, tanto nelle scuole quanto per le strade, tanto sui posti di lavoro quanto allo stadio. E proprio per questo noi non ci stancheremo mai di ribadire quanto calcio e fascismo non possano coesistere! Il calcio, nonostante bisogni fare i conti con la sua modernizzazione e tutto ciò che purtroppo ne deriva, nasce dal basso, come sport operaio, e può ancora rappresentare una valida risposta al tentativo di frammentazione e isolamento a cui siamo continuamente sottoposti da questo sistema. Per questo crediamo che sulle gradinate non vi possa essere alcuno spazio per personaggi che in un modo o nell'altro abbiano a che fare con l’ideologia dominante dei padroni, di quelli che –con armi come il razzismo, la xenofobia e l’omofobia - invece non vedono l’ora di creare disparità nella popolazione per frammentarla e renderla più debole.
AMA IL CALCIO, ODIA IL NAZISMO!