domenica 25 settembre 2011

Calcio, movimento operaio e resistenza [I]

Pubblichiamo il primo capitolo di una nostra traduzione di un saggio di qualche anno fa sulle origini, la valenza politica e sociale, il rapporto del calcio con il sistema capitalistico. Malgrado soprattutto l'accelerazione degli ultimi anni ci stia consegnando uno sport ben diverso da quello che fu, non dobbiamo renderci complici del progetto di rimozione della memoria storica che opera anche nell'universo sport. Il calcio nasce infatti sulla base di un intimo legame con il movimento operaio: non solo perché a creare i primi club furono proprio lavoratori ed associazioni e sindacati operai, ma anche perchè il movimento calcistico marciò di pari passo con le rivendicazioni per le otto ore e per spazi e tempi associativi e ricreativi. Proprio un ritorno a quelle origini sta portando in diversi luoghi del pianeta alla riproposizione, in chiave naturalmente attualizzata, dei valori e dei comportamenti che di quegli albori furono caratteristici. L'opposizione al calcio moderno non può non guardarsi alle spalle per immaginare il cambiamento.


Capitolo I. Origini e massificazione
Si dice che il calcio, come molte altre cose, abbia le sue origini nell'antica Cina. Ci sono anche indizi della pratica di uno sport violento praticato con una palla nelle civiltà precolombiane, principalmente tra i maya e gli aztechi. Ma il calcio moderno, così come lo conosciamo oggi, ha le sue origini in Inghilterra. Questo sport è divenuto popolare lungo il XIX secolo, legato alla crescita della classe operaia inglese e scozzese. In quegli anni, la pratica del calcio era vincolata alla lotta operaia per la diminuzione della durata della giornata lavorativa (a quell'epoca di 14 o 16 ore) ed alle richieste dei salariati di tempo libero, sport e ricreazione. In quel momento il calcio divenne patrimonio popolare e le élite migrarono verso la pratica di altri sport come il rugby o il polo. I lavoratori mercantili della grande flotta inglese cominciano a portarlo in giro per il mondo, a tutti i domini del grande impero britannico della fine del XIX secolo. Riesce a radicarsi soprattutto nel Cono Sud e nei porti dell'America Latina, come Montevideo (Uruguay), dove nel 1887 viene creato il Peñarol.
Emigrati europei, fuggendo dai propri paesi per ragioni politiche o per povertà, cercano una nuova vita nei paesi sudamericani. In questo modo, grandi colonie italiane e spagnole portano con sé la pratica del calcio fino al “nuovo mondo”. Il Boca Juniors, di Buenos Aires, fu fondato da abitanti del quartiere de La Boca, in cui si trova il porto della città e dove trovano casa numerosi immigrati recentemente giunti nel paese argentino. I colori del club (azzurro e oro) furono scelti a causa della bandiera di un'imbarcazione svedese che arrivò al porto nel momento in cui nasceva la nuova squadra, nel 1905. I tifosi del Boca sono conosciuti come “los xeneizes” (i genovesi, NdT), aggettivo utilizzato in Italia per fare riferimento alle persone nate a Genova, dal momento che un grande numero di immigrati provenienti da questa città italiana abitavano nel quartiere de La Boca e giocavano in questa squadra, o erano suoi simpatizzanti. I loro rivali cominciarono invece a chiamarli “los bosteros”. A quell'epoca il mezzo di trasporto era il cavallo e le persone più umili lavoravano raccogliendo la “bosta” (letteralmente sterco, NdT) degli animali; siccome nella Boca trovavano posto lavoratori e immigrati disoccupati, gli si attribuiva quest'appellativo.
A loro volta i lavoratori delle ferrovie fondano diverse squadre di calcio, molte volte insieme a sindacati operai. È il caso del Ferrocarril Oeste, club fondato dai lavoratori del trasporto su treno, simbolo del capitalismo industriale. Gli Argentinos Júniors nacquero col nome di “Martiri di Chicago” richiamando gli operai caduti il primo maggio, così come proprio il primo maggio fu il giorno della fondazione del Chacarita Juniors, formato da operai anarchici, nei locali della biblioteca di un comitato socialista argentino. In quegli anni, e seguendo l'idea associativa di socialisti e anarchici, gli operai andavano fondando un po' dovunque club sociali e sportivi, che costituiscono gli antecedenti delle squadre attuali.

Di Camilo Rueda Navarro
Pubblicato sulla rivista Viento del Sur, n.2, aprile 2005